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Funzionario dell’intelligence spagnola chiede un accordo euro-marocchino per limitare l’immigrazione

Azione europea attesa: appelli per adottare un modello stile “accordo con la Turchia” con il Marocco per affrontare l’immigrazione

In dichiarazioni che riflettono una crescente consapevolezza spagnola dell’importanza del ruolo marocchino nel controllo dei confini, Félix Sanz Roldán, ex direttore del Centro Nazionale di Intelligence (CNI) in Spagna, ha chiesto all’Unione Europea di rivedere i suoi meccanismi di cooperazione con il Regno del Marocco. L’ex alto funzionario dell’intelligence ha chiesto la creazione di un nuovo accordo di finanziamento simile a quello concluso da Bruxelles con la Turchia, per consentire al Marocco di gestire più efficacemente i flussi di migranti provenienti dall’Africa subsahariana.

Crisi migratoria: una sfida che va oltre i confini spagnoli

Questi appelli sono giunti durante un incontro aperto tenutosi a Madrid, in risposta diretta alle domande sull’aumento delle ondate di immigrazione irregolare e sulla pressione vissuta nelle zone di confine. Sanz Roldán ha sottolineato che l’entità delle sfide che il Marocco deve affrontare in questo dossier supera di gran lunga quelle sofferte dalla Spagna, facendo notare che i migranti spesso soggiornano sul territorio marocchino per periodi che vanno dai due ai tre mesi prima di tentare la traversata, il che impone enormi oneri logistici e di sicurezza alle autorità marocchine.

Dialogo e cooperazione: l’unica via verso la stabilità

Il relatore ha sottolineato che la crisi migratoria non è solo una questione di sicurezza passeggera, ma un dossier che richiede un coordinamento permanente e continuo tra Marocco, Spagna e Unione Europea. Ha spiegato che qualsiasi tentativo di gestire questa situazione al di fuori di un quadro di dialogo e cooperazione comune porterebbe al caos, ritenendo che investire nel sostegno finanziario e tecnico al Marocco sia l’unica soluzione pratica per garantire che non si ripetano scenari di intrusioni collettive e per controllare i confini in modo da servire gli interessi comuni di tutte le parti.

Queste dichiarazioni confermano ancora una volta che l’approccio spagnolo sta iniziando ad allontanarsi dalle soluzioni unilaterali, orientandosi verso il rafforzamento di un partenariato strategico con il Marocco, in quanto attore fondamentale e primo baluardo contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina nel bacino del Mediterraneo.

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