La leadership del PJD invita i militanti a ignorare la polemica sulla rappresentanza diplomatica con Tel Aviv

Con l’obiettivo di regolare il dibattito interno e orientare l’azione politica, la segreteria generale del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD) ha tenuto una riunione straordinaria e a porte chiuse in videoconferenza giovedì 17 settembre 2026, a seguito del susseguirsi di notizie mediatiche riguardanti un potenziamento delle relazioni e della rappresentanza diplomatica tra il Marocco e l’entità sionista.
La posizione ferma del PJD sulla normalizzazione
In una nota ufficiale, la segreteria generale ha confermato di aver discusso questo sviluppo, su cui non è stata ancora rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale da parte delle autorità marocchine. L’organo dirigente ha ribadito la sua posizione ferma e di principio, che rifiuta ogni forma di normalizzazione con l’entità sionista, affermando che tale posizione è in linea con le convinzioni storiche del partito e con il suo attuale programma elettorale.
Istruzioni per concentrare gli sforzi elettorali
Nel tentativo di contenere le possibili ripercussioni di questa controversia sul percorso elettorale, la segreteria generale ha invitato la propria base a evitare di addentrarsi in questo argomento, sia all’interno dei circoli di partito che nel dibattito pubblico.
La leadership ha chiarito che la priorità attuale deve restare il “dovere del momento”, ovvero proseguire la campagna elettorale per far conoscere il programma del partito. Il PJD ha sottolineato che il proprio programma si articola su assi fondamentali:
- Raggiungere la dignità dei cittadini e rispondere alle loro legittime aspettative.
- Intensificare gli sforzi per combattere la corruzione e contrastare i conflitti di interesse.
- Difendere gli interessi supremi della nazione, a partire dall’unità territoriale del Regno.
- Continuare a sostenere le cause giuste della nazione, prima fra tutte la causa palestinese.
Questa mossa del PJD, sotto la guida di Abdelilah Benkirane, conferma l’impegno del partito a mantenere la coesione interna e a indirizzare le proprie energie verso le scadenze elettorali, mantenendo al contempo un discorso politico che vede nella normalizzazione una questione in contrasto con i capisaldi del partito.





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