Lo scrittore Boualem Sansal decide di citare in giudizio il regime algerino davanti ai tribunali internazionali

Sansal schiaffeggia il regime algerino e rifiuta “l’amnistia dell’umiliazione”
In un gesto audace che riflette la profondità della crisi dei diritti umani in cui versa il regime algerino, lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal ha rotto il silenzio, annunciando il suo categorico rifiuto dell’amnistia che ha portato alla sua scarcerazione. In dichiarazioni forti riportate dal quotidiano francese “Nice-Matin”, Sansal ha considerato questa misura solo un tentativo di “umiliarlo” e ledere la sua dignità, sottolineando di non aver commesso alcun reato che giustificasse l’arresto.
Richiesta di un processo internazionale e scontro legale con il regime algerino
Lo scrittore non si è limitato a rifiutare la “concessione” fatta dal regime algerino, ma ha sorpreso l’opinione pubblica internazionale dichiarando la sua esplicita volontà di tornare in Algeria per comparire davanti alla giustizia, ma questa volta nell’ambito di un “processo reale” alla presenza di avvocati e osservatori internazionali, per ottenere una “totale assoluzione” che riabiliti la sua immagine. Sansal ha rivelato di aver informato i presidenti di Francia e Germania, oltre ad Abdelmadjid Tebboune, del suo netto rifiuto di tale grazia, dichiarando con tono provocatorio: “Tenetevi il vostro perdono”.
Il fascicolo per il contenzioso internazionale è pronto, ma congelato su richiesta francese
Nel contesto del suo attacco sistematico all’arbitrarietà del regime algerino, Sansal ha confermato che i suoi avvocati hanno preparato un dossier legale completo per perseguire il regime a livello internazionale. Lo scrittore ha spiegato che il ritardo nel procedere con questo fascicolo è dovuto alle pressioni esercitate dalla presidenza e dal ministero degli Esteri francese, per il timore che il giornalista francese detenuto, Christophe Glee, subisse “misure di ritorsione” da parte delle autorità algerine, il che incarna la politica di “presa di ostaggi” perseguita dal regime nella gestione dei dossier sui diritti umani e politici.
“Il Mito”: un documento che condanna la repressione delle libertà
Questi sviluppi coincidono con l’uscita del nuovo libro di Sansal, “Il Mito”, in cui lo scrittore documenta i dettagli dei 361 giorni trascorsi dietro le sbarre del regime algerino. Il libro non si limita a raccontare una tragedia personale, ma diventa una piattaforma per rivolgere critiche aspre ed esplicite al modo in cui il regime algerino gestisce i casi degli oppositori, oltre a criticare la gestione della sua detenzione da parte della diplomazia francese, riportando l’attenzione sulle violazioni della libertà di espressione praticate dal potere nel Palazzo di El Mouradia.




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