Le proteste studentesche infiammano la Francia: migliaia di arresti e decine di feriti

Esplosione di rabbia studentesca nelle strade francesi
Diverse città francesi sono state teatro, giovedì, di un’ondata di proteste e rivolte, in concomitanza con la continuazione delle mobilitazioni degli studenti delle scuole superiori contro lo stato del sistema educativo. Queste proteste contestano la carenza di personale, il sovraffollamento delle aule e il degrado delle infrastrutture, con il supporto di studenti universitari che avanzano rivendicazioni analoghe.
Bilancio pesante e arresti di massa
Il Ministero dell’Interno francese ha annunciato l’arresto di almeno 1949 persone nella giornata di giovedì, oltre al ferimento di 305 agenti di polizia durante gli scontri. Di fronte a questa emergenza, il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione d’urgenza. Il governo ha successivamente dichiarato che i movimenti studenteschi sono degenerati in quella che ha definito «violenza urbana».
Scontro politico e accuse reciproche
Il governo e la destra radicale attribuiscono la responsabilità alla sinistra estrema, accusata di alimentare le proteste. Bally Bagayoko, sindaco di un sobborgo di Parigi e membro di ‘La France Insoumise’, ha difeso le sue precedenti dichiarazioni sulla legittimità della violenza in determinati casi. Jean-Luc Mélenchon ha confermato il suo sostegno alle proteste pacifiche, sottolineando che incolpare la sinistra non risolverà i problemi strutturali. Al contrario, Marine Le Pen, leader del ‘Rassemblement National’, ha alzato i toni: «Non si tratta più di proteste studentesche, ma di rivolte organizzate da professionisti e supervisionate da parlamentari di LFI», invocando una nuova e severa legge anti-sommossa.





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