Con prove e fatti: Smascherate le falsità di Hicham Gerando contro le istituzioni nazionali marocchine

Le campagne malevole attraverso le quali il cosiddetto Hicham Gerando prende di mira le istituzioni nazionali marocchine continuano a crollare davanti alla forza dei dati e della realtà dei fatti. I dati recenti rivelano l’entità della confusione e dell’ignoranza riguardo alla struttura organizzativa degli apparati statali, attraverso la promozione di palesi falsità volte a seminare discordia e a mettere in dubbio l’integrità degli organismi sovrani.
Confutazione delle accuse contro l’apparato di sicurezza nazionale
In un nuovo tentativo di confondere le acque e narrare storie false contro la Direzione Generale della Sicurezza Nazionale (DGSN), l’interessato si è affrettato a diffondere un video sostenendo il coinvolgimento di un agente di sicurezza nel lancio di una pietra contro un migrante. Tuttavia, i fatti sul campo hanno smentito categoricamente queste affermazioni, poiché è emerso che si trattava di un membro delle Forze Ausiliarie e non della polizia.
Questo grave errore riflette la totale ignoranza delle strutture organizzative e delle competenze delle istituzioni di sicurezza in Marocco, confermando che lo scopo principale di queste pubblicazioni è danneggiare direttamente la sicurezza nazionale e attuare agende incitatorie prive di qualsiasi credibilità.
Inganno nel riconoscimento ai magistrati e tentativo di colpire l’indipendenza della magistratura
Gli strumenti di disinformazione non si sono fermati ai fatti di cronaca, ma si sono estesi all’indipendenza del potere giudiziario e dei suoi membri. Gerando ha affermato in un post incendiario che il riconoscimento a uno dei sostituti del procuratore del Re e il conferimento di un premio onorifico fossero una “ricompensa per i servizi resi ai servizi di sicurezza e di intelligence”, in un palese tentativo di screditare l’integrità della giustizia marocchina.
Tuttavia, una prima lettura dei simboli e delle insegne presenti nel riconoscimento rivela l’entità dell’inganno; lo scudo onorifico riporta chiaramente l’emblema ufficiale della Delegazione Generale dell’Amministrazione Penitenziaria e del Reinserimento (DGAPR) e non ha alcun legame con la DGSN o la Direzione Generale della Sorveglianza del Territorio (DGST).
Questo riconoscimento rientra nel quadro della cooperazione amministrativa e istituzionale legalmente prevista tra l’autorità giudiziaria e l’amministrazione penitenziaria, come riconoscimento degli sforzi compiuti nel coordinamento dell’esecuzione delle pene e nella gestione degli istituti penitenziari. Queste accuse confermano la manipolazione di fatti evidenti per trasformare un’attività istituzionale ufficiale in scenari immaginari di accordi sospetti.
Resilienza delle istituzioni nazionali contro i tentativi di ricatto digitale
Questa serie di fallimenti consecutivi dimostra che il discorso incitatorio si basa sulla falsificazione delle immagini e sullo sfruttamento dell’ignoranza di alcuni follower riguardo ai simboli nazionali, al fine di creare contenuti fabbricati che attaccano istituzioni sovrane riconosciute per la loro competenza. Lo Stato di diritto rimane saldo contro le voci e il ricatto digitale, armato di trasparenza e di un operato responsabile sul campo.





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