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Dossier sui baroni della droga a Fès: Dettagli sull’incarcerazione del querelante nel carcere di Bourkaiz

Trasferimento di un sospettato nel carcere di Bourkaiz a Fès

La squadra antidroga della polizia giudiziaria di Fès ha deferito al procuratore del Re presso il tribunale di primo grado un individuo con precedenti penali, sospettato di aver ingannato la polizia giudiziaria fornendo false dichiarazioni e denunciando un crimine mai avvenuto.

Dopo l’interrogatorio, la procura ha disposto lo stato di fermo e il trasferimento nel carcere locale di Bourkaiz, in attesa del processo fissato per il 22 ottobre.

Sfondo del caso e dichiarazioni contraddittorie

Secondo fonti informate, la vicenda ha origine da una denuncia presentata dal sospettato contro persone accusate di traffico internazionale di droga, tra cui i nominativi «A. El Haddouchi» e «A. A.». In base a ciò, la procura aveva emesso un mandato di cattura nazionale.

Tuttavia, il caso ha preso una piega diversa quando gli accusati si sono presentati alla polizia, smentendo le accuse e definendo la denuncia come un atto di ricatto e vendetta. Di fronte a tali contraddizioni, la procura ha ordinato un confronto diretto tra le parti.

Confessioni sorprendenti e ritrattazione

Durante il confronto, il querelante ha ritrattato le precedenti dichiarazioni, spiegando di aver coinvolto Abdelkrim El Haddouchi per paura dopo un vecchio alterco del 2010, e di aver fatto il nome del secondo sospettato sulla base di informazioni non verificate.

Tali confessioni contraddicono le sue precedenti versioni, in cui sosteneva di aver incontrato i sospettati in vari punti di Fès e di aver ricevuto minacce dopo aver rifiutato la loro proposta di entrare nel traffico di droga.

Legami con il riciclaggio di denaro e il traffico internazionale

Il nome «El Haddouchi» è ricorrente in casi legati al traffico internazionale di droga; l’interessato ha già scontato una pena di 10 anni. Inoltre, la corte d’appello di Fès ha emesso sentenze in un caso di riciclaggio di denaro coinvolgente quattro familiari della famiglia El Haddouchi, che prevedono pene sospese, multe e la confisca di beni immobili e conti bancari a favore dello Stato.

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