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Perché ogni progresso militare marocchino suscita un panico ingiustificato nel regime algerino

Il silenzio del lavoro sul campo contro il chiasso dei microfoni militari

Mentre il Marocco continua a rafforzare le proprie capacità di difesa e a sviluppare il suo arsenale militare con passi misurati e calmi, le reazioni nel vicino orientale rimangono governate da un’unica ossessione chiamata «propaganda». Ogni volta che il Regno stipula un nuovo accordo sugli armamenti, sviluppa droni o organizza manovre congiunte per aumentare l’efficienza delle sue forze, la macchina mediatica e retorica del regime algerino si muove in una direzione completamente opposta.

Questo netto contrasto riflette chiaramente due filosofie diverse nella gestione degli affari militari; la parte marocchina lavora in silenzio e in modo istituzionale, lontano da un’ostentazione gratuita, mentre i responsabili militari in Algeria, guidati da Said Chengriha, scelgono la fuga in avanti attraverso piattaforme di discorsi e seminari successivi per nutrire la memoria collettiva con lo slogan della vittimizzazione e della minaccia illusoria.

La strategia delle Forze Armate Reali: fatti sul campo, non slogan

I dati sul campo confermano che le Forze Armate Reali marocchine stanno attuando una strategia a lungo termine per modernizzare le loro capacità di deterrenza e difesa. Questi passi si inseriscono nel quadro della protezione dell’integrità territoriale del Regno e della messa in sicurezza dei suoi confini, e non sono legati al desiderio di entrare in un’assurda corsa agli armamenti.

Tuttavia, il regime algerino tratta questi sviluppi naturali con una logica diversa, impiegando caserme militari e tribune mediatiche per distogliere l’attenzione dalle crisi interne radicate, invocando la narrativa del «nemico classico» e cercando di ottenere la simpatia della piazza algerina con discorsi mobilitatori obsoleti.

Lettura delle reazioni ufficiali del vicino orientale

Chi osserva le vicende regionali nota facilmente che ogni annuncio marocchino sul rafforzamento delle capacità tecniche dell’esercito viene immediatamente affrontato con intense uscite mediatiche e riunioni a porte chiuse del comando militare algerino. Questo comportamento evidenzia lo stato di sospetto permanente in cui vive il vertice del potere in Algeria, dove i contratti per gli armamenti marocchini sono diventati un’ossessione quotidiana che toglie il sonno ai decisori locali.

Al contrario, il Marocco prosegue il suo percorso di sviluppo e difesa con fiducia e fermezza, basandosi su partenariati strategici internazionali e sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, senza prestare attenzione alle campagne mediatiche dirette che mirano a disturbare i successi diplomatici e sul campo del Regno.

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