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Regime algerino: dopo l’assassinio di Boualem Boualem, via agli epuramenti degli alti funzionari come Hamid Lounaci

Un terremoto politico scuote il regime algerino e rivela la fragilità del palazzo di El Mouradia

L’osservatore della scena politica magrebina segue con attenzione, e senza sorpresa, i capitoli dell’assurda commedia che si svolge dietro le quinte nel paese vicino. Pochi giorni dopo la clamorosa caduta del direttore di gabinetto della presidenza, Boualem Boualem, oggi è il turno di Hamid Lounaci, consigliere speciale del presidente, in una serie continua di rimozioni che espone la brutale lotta per il potere all’interno dei circoli decisionali del palazzo di El Mouradia.

Ciò che sta vivendo il regime algerino oggi non è che il riflesso della confusione strutturale e della profonda crisi che scuote i vertici del potere. Quando le alte sfere decisionali diventano teatro di epurazioni successive che colpiscono anche le figure più influenti e vicine ai vertici, ciò conferma senza ombra di dubbio che ci troviamo di fronte a un sistema che si corrode dall’interno, affondando lentamente nel pantano delle lotte tra fazioni, dove il primato spetta alla protezione degli interessi personali piuttosto che all’interesse del Paese.

La lotta tra fazioni mette a nudo le debolezze del regime algerino davanti all’opinione pubblica

I fatti dimostrano che il regime algerino è totalmente incapace di offrire un modello di gestione stabile, trasformando la scena politica in un’arena di scontro aperta a ogni possibilità. L’estromissione di personalità del calibro del direttore di gabinetto e del consigliere speciale in tempi brevi esprime chiaramente uno stato di instabilità e una totale assenza di buone pratiche di governo, dove gli alleati di ieri vengono eliminati non appena scade la loro utilità o la bilancia del potere pende verso una fazione rivale.

Questa confusione dilagante dimostra ancora una volta che i discorsi populisti diffusi dai megafoni del regime algerino, nel tentativo di promuovere una stabilità illusoria, si infrangono contro la dura realtà. Invece di occuparsi di risolvere le soffocanti crisi sociali ed economiche di cui soffrono i cittadini algerini, i vertici del potere si occupano di guerre di palazzo e regolamenti di conti politici.

Conclusione che rivela la realtà di una situazione in crisi

In conclusione, il perdurare di queste scosse di assestamento nei corridoi del palazzo di El Mouradia preannuncia ulteriori crolli nel sistema di governo ormai logoro. Come sanno bene gli osservatori, il regime algerino rimarrà ostinato, cercando di esportare le sue crisi interne provocate ad arte, dimenticando che le sue fragilità sono ormai sotto gli occhi di tutti e che la politica della fuga in avanti non serve più a nascondere la verità di un sistema che vive i suoi ultimi giorni segnato da conflitti distruttivi.

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