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Crisi dell’avvocatura in Marocco: El Haini chiede di porre fine allo sciopero dopo la decisione della Corte Costituzionale

Sviluppi sulla legge sull’avvocatura e ripercussioni della decisione della Corte Costituzionale

In una mossa significativa all’interno del panorama giuridico e dei diritti umani in Marocco, l’avvocato Mohamed El Haini ha reagito alla recente decisione della Corte Costituzionale, che ha stabilito l’impossibilità di pronunciarsi sulla legge riguardante la professione forense, sottolineando la necessità di interpretare questa decisione in chiave positiva a beneficio della giustizia.

Lettura giuridica della decisione della Corte Costituzionale

Nella sua analisi della decisione, El Haini ha espresso il parere che la richiesta della Corte Costituzionale di presentare un rinvio rettificato da parte del Presidente della Camera dei Rappresentanti comporti un effetto giuridico fondamentale; essa conduce in pratica alla sospensione della promulgazione della legge controversa. Secondo El Haini, questa “sospensione” pone il testo normativo in uno stato di stasi, rendendolo temporaneamente incapace di produrre effetti giuridici.

Appello esplicito a porre fine al boicottaggio

In un post che riflette la sua attenzione per il corretto funzionamento del servizio pubblico della giustizia, El Haini ha rivolto un appello diretto all’Associazione degli Ordini degli Avvocati del Marocco, invitandola a cogliere questo segnale positivo e a porre fine all’astensione totale dal lavoro nei tribunali. Ha sottolineato che la prosecuzione dello sciopero non è più giustificata, specialmente considerando che la legge rimane sospesa e non è ancora entrata in vigore.

L’avvocato ha chiarito che i diritti costituzionali dei cittadini e gli interessi dei litiganti si trovano in una situazione critica a causa di questa sospensione che dura da oltre un mese. Ha ribadito che il protrarsi del “boicottaggio” potrebbe portare a un accumulo di fascicoli e causare gravi danni al corso della giustizia, rendendo necessaria una rivalutazione della posizione da parte degli organismi professionali.

Tabella di marcia per garantire gli interessi di professionisti e cittadini

In conclusione, El Haini ha invitato a far prevalere il buon senso e l’interesse superiore del settore forense, ritenendo che il rientro al lavoro sia una misura responsabile in grado di garantire la tutela degli interessi dei professionisti e, al tempo stesso, di preservare l’equilibrio del sistema giudiziario nel Regno, in attesa del corretto completamento dell’iter legislativo.

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