Il Ministero dell’Interno marocchino colpisce duro e invia un messaggio fermo alla Spagna sull’immigrazione irregolare

Mobilitazione di sicurezza marocchina per contrastare gli appelli all’ingresso di massa
In una mossa preventiva e severa, il Ministero dell’Interno marocchino ha annunciato mercoledì 12 agosto 2026 lo smantellamento di piani di incitamento volti a organizzare tentativi di attraversamento irregolare di massa verso le città occupate di Ceuta e Melilla. Questi arresti giungono in un momento in cui le autorità marocchine hanno intensificato la loro presenza sul campo e i sistemi di vigilanza in previsione di appelli anonimi diffusi sui social media, che incitavano a raduni per il 15 agosto.
Il portavoce del Ministero dell’Interno ha spiegato che i servizi di sicurezza hanno rilevato una campagna di disinformazione e post sospetti volti a spingere i giovani verso i pericoli dell’immigrazione illegale, sottolineando che tali appelli non sono movimenti spontanei, ma atti di incitamento puniti severamente dalla legge marocchina.
Provvedimenti legali e pugno di ferro
Il Ministero ha rivelato che diverse persone coinvolte nella promozione di questi appelli sono state arrestate e poste sotto inchiesta. Le autorità hanno adottato tutte le misure necessarie per sventare qualsiasi tentativo di irruzione, sottolineando che il “sistema di vigilanza” è una strategia continua adattata ai rischi sul campo.
In questo contesto, il Ministero ha lanciato un esplicito avvertimento ai giovani marocchini, invitandoli a non lasciarsi trascinare dalle “false verità” promosse da soggetti ignoti che mirano a destabilizzare l’ordine pubblico.
Messaggio fermo a Madrid riguardo ai minori
Il Ministero ha inoltre rivolto un messaggio diretto alle autorità spagnole, chiedendo loro di assumersi le piene responsabilità. Rabat ha chiesto alla parte spagnola di superare gli ostacoli amministrativi e giudiziari che impediscono il ritorno dei minori marocchini non accompagnati alle loro famiglie, insistendo sulla priorità del “superiore interesse” di questi bambini.
Il Ministero ha sottolineato che la lotta contro l’immigrazione irregolare e le reti di traffico di esseri umani è una responsabilità condivisa che richiede una cooperazione reale, ribadendo l’impegno del Regno verso il meccanismo di “ritorno immediato”.





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