Dietro le quinte della “cellula ombra” presso la Direzione Generale della Comunicazione: un cyber-esercito per orientare l’opinione pubblica in Algeria

Svelata una cellula segreta all’interno della Direzione Generale della Comunicazione
In sviluppi che hanno scatenato vive polemiche, dati trapelati dai corridoi del potere in Algeria hanno rivelato l’esistenza di un’unità di cyber-intelligence che opera sotto il massimo segreto, con base al terzo piano della Direzione Generale della Comunicazione. Questa cellula, nota in ambienti ristretti come la “cellula di difesa degli interessi della Presidenza”, opera al di fuori dei controlli convenzionali; l’accesso al suo piano è vietato persino al personale della Presidenza, in virtù di un decreto presidenziale segreto mai pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Struttura e meccanismi tecnici della cellula
La cellula è composta da 15 specialisti, inclusi esperti di crimini informatici della sicurezza interna e ufficiali della sicurezza tecnica del Ministero della Difesa. Si avvale di un’infrastruttura digitale sofisticata, che include il cosiddetto “Phone Farming”, gestendo 7.344 account falsi tramite migliaia di smartphone (Redmi, Huawei, Realme) modificati con sistemi di raffreddamento e server industriali per un funzionamento 24 ore su 24.
La cellula utilizza tecniche complesse per aggirare gli algoritmi di Facebook, come “Rotation IP” e “Android Debug Bridge”, consentendo di lanciare attacchi coordinati per segnalare gli oppositori del regime e manipolare l’opinione pubblica su questioni sensibili.
Gestione e budget enormi
La cellula è sotto la supervisione diretta di Mohamed Tebboune, assistito da Abdellatif Belkaim. Il lavoro è suddiviso in tre turni continui che coprono l’intera giornata. L’espansione di queste operazioni ha portato a pressioni finanziarie significative: i rapporti indicano che Mohamed Tebboune è riuscito a ottenere un aumento del budget della Presidenza per il 2026 fino a 107,7 miliardi di dinari, rispetto ai 74,4 miliardi del 2025.
Impatto sullo spazio pubblico
Queste “brigate elettroniche” fungono da strumento di pressione per orientare l’opinione popolare, specialmente durante eventi importanti, attraverso il “cyber-attacco” verso chiunque critichi il Presidente o la sua famiglia. Tali fughe di notizie rivelano l’entità dell’interferenza tra tecnologia di sicurezza e creazione di contenuti digitali diretti, sollevando seri interrogativi sulla libertà di espressione in Algeria.





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