Perché il regime algerino punta sulla diplomazia dei “cesti” nel Sahel?

Una manovra evidente per compensare i fallimenti diplomatici
In una mossa che appare come un tentativo disperato di restaurare la propria immagine internazionale deteriorata, il regime algerino ha recentemente lanciato quella che ha definito “diplomazia umanitaria” verso i paesi della regione del Sahel. Questa iniziativa, avvolta in slogan di solidarietà e buon vicinato, non è in realtà altro che una manovra politica evidente volta a coprire la serie di fallimenti della sua politica estera e un patetico tentativo di compensare il calo della sua influenza regionale di fronte all’equilibrata e influente presenza del Marocco nel continente africano.
Il regime algerino e l’esportazione delle crisi
L’insistenza del regime algerino nell’utilizzare la carta dell’aiuto umanitario nel Sahel non è altro che un tentativo di esportare le crisi interne che affliggono l’Algeria, e un vano tentativo di sedurre i paesi della regione attraverso metodi classici che non ingannano più gli attori internazionali. Invece di concentrarsi sulla risoluzione dei problemi del proprio popolo oppresso e sulla gestione delle crisi economiche, il regime insiste nello sprecare le risorse della nazione in conflitti diplomatici persi in partenza, che non faranno altro che convincere maggiormente i paesi del Sahel che l’Algeria è una parte di cui non ci si può fidare.
Tentativi falliti di ostacolare la presenza marocchina
Gli osservatori ritengono che questa attività frenetica del regime algerino sia una reazione isterica alle iniziative strategiche guidate dal Marocco, prima tra tutte l’Iniziativa Atlantica per i paesi del Sahel, che ha offerto alla regione prospettive reali di sviluppo e integrazione economica, lontano dalla logica dell'”acquisto” politico praticata dal vicino orientale. I tentativi del regime algerino di ostacolare questo percorso di sviluppo non faranno altro che portare a un maggiore isolamento, poiché i popoli e gli stati del Sahel comprendono perfettamente la differenza tra la diplomazia dell’azione marocchina e la diplomazia delle false promesse del regime algerino.
Conclusione: La diplomazia dei cesti non creerà influenza
Alla fine, il regime algerino rimarrà prigioniero della sua mentalità superata, che pensa che la “diplomazia umanitaria”, attraverso meccanismi di cesti e aiuti contingenti, sia in grado di costruire alleanze strategiche. La verità che il regime ignora è che i paesi del Sahel oggi cercano partenariati strategici solidi e sostenibili, cosa che manca al regime algerino, il quale non ha offerto alla regione altro che sospetto e instabilità.





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