Dossier migratorio: Il Marocco conferma la disponibilità a rimpatriare i minori non accompagnati e respinge le strumentalizzazioni politiche europee

Il Regno del Marocco ha ribadito la sua posizione ferma e chiara sulle questioni migratorie, in particolare per quanto riguarda il rimpatrio dei minori non accompagnati, confermando il suo impegno totale ed efficace in esecuzione delle Alte Istruzioni Reali indirizzate ai ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri, al fine di identificare con precisione questa categoria e facilitare il suo ritorno in patria nel quadro della sua protezione e assistenza.
Esplicito impegno reale e rifiuto delle speculazioni elettorali
In tale contesto, una fonte diplomatica marocchina ha riferito che Rabat è ed è sempre stata pienamente disposta a coordinarsi in modo continuo e stretto con i suoi partner in Spagna e nell’Unione Europea per trovare soluzioni pratiche e definitive a questo dossier. La fonte ha espresso il suo profondo rammarico per la ripetizione di accuse preconcette contro il Regno ogni volta che il dibattito sulla migrazione viene riaperto, con alcune parti che cercano di dipingere il Marocco come un partner non collaborativo.
La stessa fonte ha chiarito che tali accuse sono campagne false e prive di fondamento, sottolineando che alcuni attori politici europei sfruttano il dossier dei minori per fini elettorali e politici ristretti, il che è in totale contraddizione con la realtà sul campo e con l’impegno storico del Marocco verso le proprie responsabilità.
Ostacoli legali e amministrativi nei paesi di accoglienza
La dichiarazione diplomatica ha sottolineato che il Marocco adempie sempre a tutti i suoi obblighi internazionali, spiegando che la causa principale del rallentamento delle operazioni risiede principalmente nei complessi ostacoli amministrativi e giudiziari imposti dalle leggi e dalle procedure interne dei paesi di accoglienza europei.
La fonte ha concluso affermando che il Regno rifiuta categoricamente l’uso di questo pretesto come mezzo di pressione politica, insistendo sul fatto che se i partner europei avessero una reale volontà di facilitare il processo di rimpatrio dei minori non accompagnati, sarebbe doveroso procedere a revisioni interne per superare le restrizioni legislative e giudiziarie che ostacolano e prolungano i tempi di queste operazioni umanitarie.





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