392 morti e centinaia di dispersi in inondazioni devastanti: la tragedia dello “tsunami di terra” colpisce Nepal e Tibet

Crisi umanitaria aggravata da valanghe
Le zone di confine tra Nepal e la regione cinese del Tibet sono in stato di massima allerta in seguito a inondazioni e torrenti devastanti, descritti come una sorta di “tsunami di terra”. Gli ultimi dati ufficiali indicano un bilancio delle vittime salito a 392 morti, mentre le squadre di soccorso corrono contro il tempo per cercare oltre 1.400 dispersi, tra cui turisti stranieri e pellegrini in cammino verso il monte Kailash.
Situazione sul campo e sforzi di soccorso
La polizia nepalese ha confermato il recupero di 389 corpi finora, mentre le autorità cinesi hanno segnalato 3 decessi nella regione di Gyirong, in Tibet, a causa di violente colate di fango. Le inondazioni hanno cancellato interi villaggi dalla mappa, travolgendo veicoli, ponti e dighe, isolando vaste aree dal resto del mondo. Oggi le squadre di soccorso utilizzano cani addestrati, veicoli attrezzati e imbarcazioni in un tentativo disperato di trovare sopravvissuti sotto tonnellate di fango e macerie.
Preoccupazioni internazionali e destino dei dispersi
Gli Stati Uniti sono intervenuti nella crisi dopo aver perso i contatti con 90 dei loro cittadini, confermando il salvataggio di soli tre di loro. Cresce il timore che il bilancio delle vittime possa aumentare, specialmente a causa dell’ostruzione persistente del corso di un fiume principale, che preannuncia il rischio di nuove inondazioni capaci di complicare ulteriormente una situazione sul campo già difficile.
Spiegazioni scientifiche del disastro
Interpretando quanto accaduto, l’US Geological Survey ha suggerito che il disastro non sia stato un terremoto tradizionale, come inizialmente ipotizzato, ma il risultato di una massiccia valanga che ha causato un flusso enorme di detriti e rocce, il che spiega la portata della devastazione nell’area. Va notato che queste regioni subiscono solitamente perturbazioni climatiche durante la stagione dei monsoni (da giugno a settembre), ma l’entità di questo disastro ha superato le solite aspettative.





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