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Dalle truffe e il ricatto al servizio di agende straniere: La verità sui procedimenti giudiziari contro Hicham Jirando

Cadono le maschere: Tra le pretese di opposizione e la realtà del casellario giudiziale

Hicham Jirando, residente in Canada, cerca di presentarsi sulle piattaforme digitali come una «voce della trasparenza» e un combattente contro la corruzione. Tuttavia, un’attenta analisi del suo percorso personale e delle sentenze giudiziarie emesse a suo carico rivela una realtà completamente diversa. I dati documentati e i registri giudiziari sia in Marocco che in Canada delineano il ritratto di una persona che ha fatto della diffamazione, del ricatto e della diffusione di fake news un mezzo di sostentamento, adottando al contempo direttamente i discorsi emessi da parti ostili al Regno del Marocco.

Un percorso segnato da fallimenti e sospetti di truffa e falsificazione

Jirando è originario di Sefrou. Il suo percorso iniziale è stato segnato da fallimenti scolastici che lo hanno condotto verso attività sospette, in particolare durante il periodo di lavoro in Libia all’interno di reti legate alla tratta di esseri umani e alla falsificazione di documenti ufficiali. In seguito, è rimasto coinvolto in casi di truffa e frode nel settore immobiliare in Marocco, il che lo ha spinto a fuggire in Canada.

Nel suo nuovo paese d’adozione, Jirando ha sostenuto di aver avuto successo nel mondo degli affari e del digitale, ma i rapporti confermano il fallimento della maggior parte dei suoi progetti professionali, portandolo a svolgere lavori semplici nella ristorazione. Questo fallimento professionale e morale è stato la spinta principale per trasformare i social media in una fonte di lucro attraverso l’attacco diretto a personalità e istituzioni nazionali.

Pesanti condanne giudiziarie in Canada e Marocco

Le pratiche digitali di Hicham Jirando non sono sfuggite alla giustizia, accumulando procedimenti e condanne in due paesi:

In Canada, i tribunali hanno emesso diverse sentenze che lo condannano per diffamazione, imponendogli pesanti sanzioni pecuniarie che in un caso hanno superato i 164.000 dollari canadesi, oltre a ordini giudiziari di cancellare contenuti offensivi e pene detentive.

In Marocco, è stato condannato in contumacia a 15 anni di carcere per il coinvolgimento in casi legati all’istigazione ad atti terroristici, oltre a dossier aperti per ricatto, diffamazione e diffusione di dati falsi. Le azioni giudiziarie hanno colpito anche elementi della sua rete in Marocco, il che conferma che il caso è legato a denunce penali di vittime reali e non a una persecuzione per “opinione politica”.

Partecipazione alla propaganda contro le istituzioni nazionali

Nel suo discorso digitale, Jirando basa le sue accuse contro i funzionari dei settori della sicurezza e della giustizia in Marocco su affermazioni prive di qualsiasi prova materiale. Gli osservatori ritengono che il suo discorso coincida pienamente con la linea editoriale del regime militare algerino, che cerca disperatamente di dipingere le istituzioni marocchine in una posizione di debolezza.

L’allineamento mediatico di Jirando e la sua apparizione in contesti mediatici legati all’apparato di propaganda algerino riflettono la sua trasformazione in uno strumento funzionale all’interno di una strategia che utilizza voci marginali nella diaspora per generare caos digitale. Questi movimenti avvengono in un momento in cui il Marocco continua a ottenere vittorie diplomatiche e a procedere con i suoi progetti di sviluppo, rendendo queste campagne digitali solo rumore senza alcun effetto sul terreno.

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