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Washington dichiara guerra al «turismo delle nascite»: centinaia di visti revocati e controlli rafforzati

In una mossa che riflette il rigore dell’amministrazione statunitense riguardo alle proprie politiche sull’immigrazione e sui viaggi, il Dipartimento di Stato americano ha annunciato la revoca di oltre 600 visti d’ingresso a stranieri coinvolti in quello che è noto come «turismo delle nascite». Questa decisione rientra in una vasta campagna nazionale volta a combattere lo sfruttamento dei visti turistici per fini non dichiarati, in violazione delle condizioni d’ingresso negli Stati Uniti.

Fonti ufficiali hanno spiegato che squadre specializzate stanno lavorando in coordinamento con le agenzie federali per esaminare attentamente gli elenchi dei titolari di visti in tutto il mondo. L’obiettivo non è solo individuare i singoli casi di dichiarazioni mendaci sugli scopi del viaggio, ma colpire le reti e le aziende trasformatesi in vere e proprie «agenzie» commerciali, che facilitano il parto su suolo americano in cambio di ingenti somme di denaro.

Smantellamento delle reti di intermediazione

Le indagini indicano che tali attività non sono più limitate a iniziative individuali, ma sono diventate un «mercato nero» gestito professionalmente. Queste reti offrono pacchetti completi che includono alloggi, assistenza medica e consulenze legali fuorvianti. I viaggiatori vengono istruiti su come presentare documenti falsi o fornire informazioni errate ai funzionari consolari; una pratica che le autorità statunitensi considerano una grave violazione della sovranità nazionale e delle leggi sull’immigrazione.

Avvertimento severo ai viaggiatori

Il Dipartimento di Stato ha inviato un messaggio chiaro: fornire informazioni non veritiere durante la richiesta del visto o ai varchi d’ingresso comporta gravi conseguenze, tra cui la revoca immediata del visto e l’interdizione dall’ingresso negli Stati Uniti in futuro. La revoca dei 600 visti rappresenta solo l’«inizio» di una serie di misure più severe volte a chiudere le falle sfruttate per aggirare i sistemi di visto, sottolineando che i controlli rimarranno intensi per garantire il pieno rispetto delle leggi federali.

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