Algeria: Il movimento “MAK” accusa il regime di fabbricare scenari di “disturbo” per nascondere il fallimento delle elezioni
Smentita delle accuse dell’agenzia di stampa algerina
Il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (MAK) ha sottolineato che il regime algerino continua a portare avanti la politica di attribuire il proprio fallimento nel convincere i cittadini a partecipare alle elezioni legislative sia al movimento stesso che al Marocco, in un costante tentativo di nascondere la propria incapacità interna e il continuo smarrimento politico.
Questa posizione giunge in risposta a quanto pubblicato dall’agenzia di stampa algerina, che accusa il movimento, sostenuto secondo le sue affermazioni dal Marocco, di aver pianificato di disturbare le consultazioni legislative tenutesi lo scorso luglio, attraverso l’arresto di elementi descritti come “criminali”, la maggior parte dei quali marocchini residenti illegalmente.
“Film e scenari” ricorrenti nei momenti di crisi
In una dichiarazione a un noto giornale online, Axel Bellabaci, leader del movimento “MAK”, ha spiegato che il ricorso del regime algerino a tali scenari non è insolito, ma è diventato un’abitudine ricorrente a cui si fa appello ogni volta che aumentano le pressioni e le crisi interne.
Bellabaci ha fatto notare che queste azioni sono avvenute in seguito al fallimento totale del regime nel convincere la piazza cabilina a partecipare al voto, coinciso inoltre con l’eliminazione precoce della nazionale algerina dai Mondiali 2026, evento solitamente sfruttato per distrarre e anestetizzare l’opinione pubblica.
Boicottaggio silenzioso e uffici vuoti
Il responsabile del movimento “MAK” ha spiegato che la popolazione della regione cabilina non ha bisogno di incitamento per adottare una posizione di boicottaggio, essendo questa un’opzione abituale fin dalle elezioni del dicembre 2019, confermando che i residenti hanno espresso la loro posizione in silenzio, astenendosi completamente dal recarsi ai seggi elettorali.
Bellabaci ha citato video che documentano uffici elettorali completamente vuoti nella regione di Tizi Ouzou, sottolineando che in un ufficio ci sono stati oltre trenta candidati, mentre il numero degli elettori effettivi non ha superato le tredici persone.
Sfruttamento routinario della carta del “nemico esterno”
Sullo stesso tema, il leader ha ribadito l’assoluta mancanza di necessità di fabbricare casi sull’esistenza di “cellule” organizzative, in particolare per quanto riguarda i cittadini marocchini presenti nella regione, confermando che si tratta di normali lavoratori noti per nome e privi di qualsiasi legame o attività politica.
Bellabaci ha concluso la sua dichiarazione sottolineando che la scelta di tali individui è avvenuta in modo casuale per servire una propaganda mediatica volta a far rivivere la classica tesi sull’esistenza di un “nemico interno ed esterno” che minaccia il paese; una storia già sentita e riproposta da decenni.


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