I leak di «Atlas Hax» espongono il ricatto di Hicham Jirando

Svelati i legami tra Jirando e le reti criminali
Il settimo episodio della serie di leak «Atlas Hax» ha sollevato il velo su una realtà scioccante che lega il blogger Hicham Jirando alle reti di traffico di droga. I nuovi dati mostrano che le piattaforme digitali, che pretendono di servire alla «lotta contro la corruzione», sono in realtà solo strumenti per regolare conti e ricattare finanziariamente parti coinvolte in attività illegali.
Un confronto diretto con una detenuta espone le manovre di ricatto
Registrazioni audio trapelate hanno rivelato una discussione accesa tra Jirando e Salma Ndil, una trafficante di droga attualmente dietro le sbarre. In questo scambio, la Ndil ha categoricamente rifiutato di cedere ai tentativi di estorsione finanziaria esercitati da Jirando, affermando che le immagini e le informazioni che lui ripubblica provengono da dossier molto vecchi per i quali è già stata giudicata, accusandolo di sfruttare questo materiale per esercitare pressioni su di lei e sulla sua famiglia.
Fonti di informazione: il mito delle «fonti influenti» e la realtà del brokeraggio
Jirando si è presentato a lungo come un blogger con fonti private all’interno delle istituzioni e dei servizi, ma i leak recenti confermano che il suo materiale proviene in gran parte dalle stesse reti criminali. Salma Ndil ha citato nomi precisi che fornivano informazioni a Jirando, tra cui Madiha Bourouah, Youssef El Gour e la madre di Mohamed Mortada, spiegando che queste parti cercano di strumentalizzare Jirando nei loro conflitti interni per vendicarsi degli avversari, in cambio di somme che arrivano a «un milione».
El Harouachi, l’anello di congiunzione nel sistema di diffamazione
I leak hanno riportato l’attenzione su Mustapha El Harouachi, amico d’infanzia di Jirando, che appare come un intermediario centrale in questo sistema. I dati rivelano che El Harouachi svolge un ruolo nella comunicazione con il mondo della droga, sia per negoziare l’eliminazione di contenuti diffamatori che per coordinare la pubblicazione di dati che servono certi interessi a scapito di altri, mettendo il discorso «morale» di Jirando sul banco degli imputati.
La caduta della maschera della lotta alla corruzione
Ciò che questa serie di leak ha rivelato pone l’opinione pubblica davanti a una realtà totalmente diversa dall’immagine che Jirando cerca di esportare. Non si tratta più di svelare «scandali», ma di trasformare lo spazio digitale in un mercato nero di scambio di informazioni, dove le accuse vengono vendute e comprate. L’intreccio di interessi tra trafficanti di droga, intermediazioni finanziarie e diffamazione elettronica rivela una rete complessa che non ha nulla a che vedere con l’attivismo rivendicato da Jirando, rivelando invece un coinvolgimento totale in conflitti che servono interessi ristretti.





💬 Condividi la tua opinione
Accogliamo opinioni costruttive e invitiamo al rispetto reciproco.
0 commenti