Gli avvocati prolungano lo sciopero: La crisi dei tribunali marocchini verso l’escalation

Sviluppi inattesi nel dossier sulla regolamentazione della professione forense in Marocco
In un passo che ha deluso le aspettative dei cittadini e posto fine alle speranze di una rapida risoluzione della crisi, il Consiglio dell’Associazione degli Ordini degli Avvocati del Marocco ha deciso, durante una riunione decisiva giovedì sera, di proseguire con l’astensione dal lavoro. Questa decisione esprime il netto rifiuto degli ordini verso le disposizioni della legge n. 66.23 relativa all’organizzazione della professione forense, che ha scatenato un’ondata di rabbia tra gli appartenenti alla «toga nera».
Sfondo della decisione e ripercussioni sul servizio giudiziario
Nei giorni scorsi si ipotizzava la possibilità di una sospensione dello sciopero e un ritorno nelle aule di tribunale, soprattutto dopo la pubblicazione della nuova legge sulla Gazzetta Ufficiale, con molti ordini pronti a riprendere le udienze all’inizio della prossima settimana. Tuttavia, l’ultima riunione dell’Associazione ha ribaltato i rapporti di forza, preferendo l’opzione di continuare la protesta fino al raggiungimento delle richieste o a un terreno di intesa che ponga fine allo stato di tensione.
Impatti dello sciopero sul funzionamento dei tribunali
La continuazione di questo sciopero nazionale sta lasciando pesanti ripercussioni sul normale funzionamento della giustizia nel Regno. L’interruzione prolungata ha causato il blocco di migliaia di udienze e il rinvio delle decisioni su casi e fascicoli dei cittadini, ponendo il sistema giudiziario in uno stato di «paralisi» che potrebbe acuirsi nei prossimi giorni. È atteso un comunicato ufficiale e dettagliato da parte dell’Associazione degli Ordini degli Avvocati che spieghi le ragioni di tale decisione e chiarisca le prossime azioni di lotta nell’ambito del persistente dibattito giuridico e professionale sulla legge 66.23.





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