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Scandalo dell’intelligenza artificiale: Ecco come il regime algerino promuove bugie sulla sicurezza marocchina

Guerra dell’illusione: Quando il regime algerino affonda nelle falsificazioni dell’«intelligenza artificiale»

Nel tentativo disperato di coprire le crisi soffocanti che vive l’Algeria, dalla scarsità di beni di prima necessità all’aggravarsi delle crisi idriche e agli incendi che divorano le foreste, il regime algerino prosegue la sua strategia di esportare le proprie crisi attraverso patetiche guerre digitali. L’ultimo capitolo di questa farsa è la comparsa di un account falso sulla piattaforma Telegram chiamato «Jabrouth», che tenta di vendere vittorie fittizie pubblicando documenti che pretenderebbe essere frutto di hackeraggi al database dei servizi di sicurezza marocchini.

«Jabrouth» sul banco degli imputati: Quando la tecnologia espone la stupidità della propaganda

Non serve un grande sforzo di intelligence per smascherare la falsità di questi «documenti»; basta uno sguardo per capire che il regime algerino è caduto nella trappola tecnologica che ha tentato di sfruttare. Le immagini allegate a questi documenti contraffatti mostrano persone che indossano uniformi che non hanno nulla a che fare con quelle delle forze di sicurezza in Marocco; uno di loro appare addirittura con la «barba», il che è totalmente in contrasto con i rigidi regolamenti e gli standard estetici noti dei servizi di sicurezza marocchini. Questi errori visivi sono il risultato inevitabile di un uso ingenuo dell’intelligenza artificiale, che ha trasformato i presunti «traguardi» del regime in oggetto di scherno e derisione.

Il fallimento del regime algerino: Invece di garantire acqua e pane, si dedicano a Photoshop

L’insistenza del regime algerino nel dedicare le proprie risorse alla creazione di questi account falsi riflette lo stato di «impotenza strategica» da cui è afflitto. Invece di affrontare la carenza di generi alimentari, risolvere le problematiche infrastrutturali o trovare soluzioni agli incendi persistenti, i decisori nel Palazzo di El Mouradia scelgono la fuga in avanti inventando un «nemico immaginario» e fabbricando documenti che non ingannerebbero neanche un bambino. Queste campagne di disinformazione non sono che un tentativo di assorbire la rabbia del popolo algerino e distrarlo con «vittorie di cartone».

Il Marocco resiste alle guerre di disinformazione a basso costo

I servizi di sicurezza marocchini, riconosciuti a livello mondiale per la loro professionalità, competenza e vigilanza, sono troppo solidi per essere intaccati dalle campagne dell’account «Jabrouth» o di altri portavoce del regime algerino. Questi metodi infantili confermano soltanto che il Marocco toglie loro il sonno e che sono intrappolati in un pantano di rancori che non produce altro che ulteriore isolamento e fallimento. Il Marocco, grazie alla sua compostezza e alle sue solide istituzioni, rimarrà sempre immune ai loro hackeraggi digitali, che non superano i confini dei loro schermi in crisi.

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