Scontro mediatico tra Madrid e Tel Aviv sul dossier migratorio

Escalation diplomatica senza precedenti: Gideon Saar respinge le accuse di Sánchez parlando di «menzogne sfacciate»
In un notevole sviluppo che getta un’ombra sulle relazioni ispano-israeliane, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha risposto con toni duri al capo del governo spagnolo, Pedro Sánchez, definendo le sue recenti dichiarazioni «false e fuorvianti».
Sánchez era intervenuto in un’intervista radiofonica su «Cadena SER», in cui ha collegato direttamente Israele e la Russia a quelle che ha descritto come campagne di disinformazione che hanno causato flussi migratori di massa verso la città di Ceuta lo scorso luglio; un’accusa che ha acceso le polemiche a Tel Aviv.
Saar: Le accuse di Sánchez sono un tentativo di distogliere l’attenzione dal fallimento interno
In una rapida e feroce replica sulla piattaforma «X», il ministro degli Esteri israeliano non ha esitato a descrivere la posizione di Sánchez come una «menzogna sfacciata», ritenendo che il coinvolgimento di Israele nel dossier dell’immigrazione irregolare faccia parte di una strategia di disinformazione seguita dal primo ministro spagnolo.
Saar ha sottolineato nel suo post che il continuo lanciare accuse e il ricorso alla diffamazione da parte di Sánchez non sono altro che una «prova lampante del suo vergognoso fallimento» nella gestione degli affari interni del suo paese, ritenendo che tali manovre mediatiche non riusciranno a distrarre l’opinione pubblica spagnola dai reali fallimenti del governo.
La crisi di Ceuta torna d’attualità con ripercussioni internazionali
Questo scontro diplomatico arriva in un momento in cui la Spagna vive grandi sfide legate al dossier immigrazione e al controllo dei propri confini, dove Sánchez sembra cercare una «parte esterna» su cui scaricare la responsabilità dei recenti disordini. Tuttavia, la risposta israeliana è stata decisiva: ha negato qualsiasi legame tra Israele e le campagne di disinformazione, sottolineando che il tirare in ballo il suo nome in questi dossier è una «menzogna flagrante» che mira a fomentare l’opinione pubblica.
Questo botta e risposta resta un indicatore della tensione nelle relazioni tra Madrid e Tel Aviv, in un momento in cui cresce la pressione politica sul governo Sánchez per affrontare le ripercussioni del dossier migranti irregolari lontano dalla politica dello «scambio di accuse» con le parti internazionali.





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