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La direzione del carcere di Tamesna risponde alle accuse di maltrattamenti sui minori della ‘Generazione Z’

Chiarimenti ufficiali sulla situazione dei detenuti minorenni nel carcere di Tamesna

La direzione del carcere locale di Tamesna ha rotto il silenzio per smentire una serie di accuse diffuse sui social media e su siti web riguardo all’imposizione di misure disciplinari definite “crudeli e umilianti” nei confronti dei minorenni arrestati nel contesto delle cosiddette “proteste della Generazione Z”.

Smentita categorica riguardo alle celle di isolamento

In una nota esplicativa, l’istituto penitenziario ha affermato che le notizie relative al confinamento di questi minori in celle di isolamento per tre mesi, o all’imposizione di restrizioni arbitrarie alle visite dei familiari, sono accuse “prive di fondamento”. La direzione ha precisato che le leggi che regolano gli istituti penitenziari vietano categoricamente l’uso di celle di punizione per i minori.

Confusione tra i dossier e chiarimento dei fatti

La stessa fonte ha sottolineato l’esistenza di una confusione deliberata o involontaria tra il fascicolo dei 16 minorenni della “Generazione Z”, che non hanno registrato alcuna condotta violenta all’interno dell’istituto, e altri detenuti minorenni coinvolti in procedimenti penali comuni, resisi responsabili di atti di vandalismo contro le strutture. L’amministrazione ha assicurato che questi ultimi non hanno alcun legame con le proteste in questione.

Misure precauzionali per garantire la sicurezza

Riguardo alle condizioni di detenzione, la direzione ha spiegato che nessuno di questi minori è stato posto in isolamento, bensì sono stati alloggiati in celle collettive all’interno del reparto riservato ai minori, come misura precauzionale per mantenere l’ordine pubblico ed evitare influenze negative sugli altri detenuti.

Pieno rispetto delle disposizioni legali

L’istituto ha concluso il comunicato ribadendo che tutti i minori detenuti godono dei loro diritti pienamente garantiti dalla legge, sottolineando che qualsiasi misura disciplinare, in caso di infrazione, è soggetta a rigorosi controlli legali. La direzione ha inoltre espresso sdegno per i tentativi di fuorviare l’opinione pubblica con informazioni false, lontane dalla realtà dei fatti.

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