Marocchino uccide il fratello della ex fidanzata a Udine

Lite finanziaria o vendetta passionale? I dettagli del crimine che ha scosso Udine
In un tragico incidente che ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana, la città di Udine è stata teatro di un brutale omicidio. La vittima, il 65enne cittadino marocchino Abdellatif Bensafian, è stata uccisa da un giovane connazionale di 32 anni, in un caso in cui si intrecciano avidità e vendetta sentimentale.
La dinamica dei fatti e l’arresto del sospettato
La vittima è stata colpita da sette coltellate nel quartiere di Sant’Osvaldo lo scorso venerdì sera. Grazie alla tempestiva azione delle autorità, i Carabinieri sono riusciti a fermare il sospettato, Mohamed El Koufi, vicino alla stazione ferroviaria di Basiliano poche ore dopo il delitto. L’uomo ha confessato la sua responsabilità, indicando agli inquirenti il luogo in cui aveva occultato l’arma del delitto.
Le confessioni dell’indagato: “Voglio indietro la mia dote”
Durante gli interrogatori iniziali, il colpevole ha giustificato il suo gesto citando un conflitto economico con il fratello della sua ex partner. El Koufi ha dichiarato di aver versato 8.000 euro in due tranche con l’intento di sposare ‘Leila’, la figlia della vittima, per regolarizzare la sua posizione in Italia. Al fallimento del progetto matrimoniale, la richiesta di restituzione del denaro, negata dalla vittima, avrebbe scatenato la furia omicida.
I dubbi degli inquirenti e le sorprese dell’indagine
Nonostante l’insistenza dell’indagato sul movente finanziario, le autorità italiane non escludono un movente passionale. Gli investigatori sono stati colpiti da dettagli inquietanti: il reo ha bruciato il tatuaggio con il nome dell’ex fidanzata sul braccio dopo l’arresto, ed è emerso che l’uomo era già sposato in Marocco con cinque figli. I sospetti sono aumentati dopo il ritrovamento, in suo possesso, di una borsa contenente ulteriori coltelli e una parrucca.
Un percorso giudiziario complesso
Il giudice per le indagini preliminari di Udine ha deciso, martedì 8 settembre, di mantenere il sospettato in custodia cautelare in carcere, motivando la decisione con il rischio di fuga. Mohamed El Koufi è attualmente accusato di omicidio volontario, mentre la Procura valuta seriamente l’aggravante della premeditazione, in attesa degli esiti dell’autopsia che chiariranno ogni dettaglio della morte.





💬 Condividi la tua opinione
Accogliamo opinioni costruttive e invitiamo al rispetto reciproco.
0 commenti