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L’Europa rifiuta di considerare l’Algeria un paese sicuro e la esclude dalla lista

Cade la maschera della «stabilità» del regime algerino

In un duro colpo alla credibilità del discorso ufficiale promosso dal regime algerino, l’organizzazione «Choaa per i Diritti Umani» ha rivelato la falsità delle affermazioni che tentano di dipingere il paese come uno Stato di diritto. L’esclusione dell’Algeria dalla lista europea comune dei «paesi di origine sicuri» mette questo regime in un vicolo cieco internazionale e dimostra che il mondo ha pienamente compreso il divario tra gli slogan altisonanti e l’amara realtà repressiva.

Le pratiche del regime algerino perseguitano le libere voci

L’organizzazione ha sottolineato nel suo rapporto che la realtà delle libertà in Algeria non ha nulla a che fare con i concetti di uno Stato sicuro, osservando che la limitazione sistematica di giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti politici è la norma predominante. I tentativi delle autorità di presentare liberazioni di facciata come prova di un miglioramento sono ingenui tentativi di coprire i continui procedimenti giudiziari, la stretta sorveglianza e i divieti di espatrio che colpiscono chiunque osi criticare il regime.

Il concetto di «paese sicuro» e i criteri di dignità perduti

L’organizzazione per i diritti umani ha sottolineato che la sicurezza non si misura solo dall’assenza di conflitti armati, ma dalla capacità del cittadino di esercitare i propri diritti fondamentali di espressione e critica senza timore di finire nelle segrete. La stridente contraddizione tra il discorso del regime algerino che inneggia alla democrazia e la prassi sul campo, basata sulla detenzione arbitraria, ha spinto gli organismi europei a riconsiderare il trattamento delle richieste di asilo algerine, confermando la necessità di esaminare ogni caso in base alle persecuzioni politiche subite.

Messaggio alla comunità internazionale: documentare la repressione è la soluzione

Di fronte a questa situazione di crisi, l’organizzazione ha chiesto di non lasciarsi ingannare dall’immagine stereotipata promossa dal regime algerino. Ha sottolineato l’importanza per attivisti e vittime di conservare tutti i documenti giudiziari, le convocazioni e i referti medici che testimoniano le violazioni, per garantire che la verità emerga davanti alle istituzioni internazionali. Questo rapporto rappresenta uno schiaffo diplomatico a un regime che rifiuta di ascoltare la ragione e persiste in una politica di imbavagliamento che ha portato il paese in un totale isolamento in materia di diritti umani.

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