Carico di droga con il volto di Gheddafi invade i porti libici proveniente dall’Europa

Sequestro di un carico di droga con il “volto di Gheddafi” a Tripoli
In un’operazione di sicurezza definita di alto profilo, le autorità libiche hanno annunciato il sequestro di un ingente carico di sostanze stupefacenti, che ha sollevato forti polemiche a causa del design delle pillole, recanti le sembianze di Muammar Gheddafi. Le pasticche sono state rinvenute durante un’ispezione minuziosa condotta dai servizi di sicurezza a Tripoli, a seguito di un’accurata attività di intelligence.
Dettagli dell’operazione di sicurezza
La Forza di dissuasione contro il terrorismo e la criminalità organizzata, sotto l’egida del Consiglio presidenziale, ha confermato di aver ricevuto informazioni di intelligence su un gruppo criminale che pianificava di introdurre in Libia un carico di merce illegale proveniente da un paese europeo. Sulla base di tali dati, l’unità investigativa ha tracciato il carico dal suo arrivo in un porto libico fino al sequestro.
Il rapporto di sicurezza ha precisato che lo stupefacente, composto da circa 100.000 compresse, era nascosto accuratamente all’interno di un furgone di tipo “Renault Master”. Le forze dell’ordine hanno sottolineato che le pillole recavano incisioni distintive raffiguranti il volto e le spalle di Gheddafi, un’identità visiva inusuale per tale merce di contrabbando.
La Libia come hub regionale del contrabbando
Il sequestro avviene in un momento in cui l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ha avvertito, lo scorso gennaio, della trasformazione della Libia in un centro regionale strategico per il transito di droghe sintetiche. Il rapporto evidenzia come le bande internazionali sfruttino l’instabilità della sicurezza e la divisione politica che il paese vive dal 2011 per espandere le proprie attività.
Va notato che la Libia soffre ancora di una divisione del potere tra il Governo di unità nazionale a ovest e le autorità che controllano l’est e il sud del paese. Gli analisti ritengono questa complessa situazione un fattore che agevola le reti criminali nel condurre le proprie operazioni attraverso i confini e i porti libici, approfittando della sovrapposizione delle competenze in materia di sicurezza.
Le autorità libiche hanno deferito i sospettati alla Procura Generale per proseguire le indagini legali, senza tuttavia rivelare l’identità del paese europeo di provenienza né il porto libico interessato, nell’ottica della riservatezza delle indagini in corso.





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