Il regime algerino affronta accuse di fallimento economico dopo la diffusione di dati record sulla prostituzione nel Paese

Studio antropologico svela i segreti dell’economia della prostituzione in Algeria
L’antropologa e ricercatrice Keltoum Agis, specialista presso il Centro di ricerca in antropologia sociale e culturale di Orano, ha fatto luce su uno dei temi più sensibili in Algeria: il fenomeno della prostituzione, storicamente considerato un tabù. Attraverso studi e indagini sul campo, la ricercatrice ha cercato di decodificare quella che ha definito l’«economia della prostituzione», che prospera sotto le attuali politiche del regime algerino.
Le radici storiche della prostituzione e l’influenza dell’epoca coloniale
Secondo i dati della ricerca, il fenomeno in Algeria non è recente, ma affonda le radici in un passato lontano, che risale all’epoca romana e al periodo ottomano, caratterizzato dal sistema del concubinato e della schiavitù domestica. Tuttavia, l’amministrazione coloniale francese, secondo lo studio e il libro di Christelle Taraud, ha istituito dal 1831 un nuovo sistema giuridico e amministrativo regolamentato. Le prostitute furono sottoposte a controllo medico e di polizia, con l’apertura di bordelli militari per i soldati europei e le truppe coloniali, registrando per decenni un elevato numero di case di tolleranza ad Algeri, Orano e Costantina.
Cifre scioccanti e l’economia sommersa in Algeria
Analizzando la situazione attuale, i dati di un sondaggio condotto dall’Istituto El-Abassa nel 2025 indicano che il regime algerino sta affrontando una soffocante crisi socio-economica, riflessa chiaramente negli indicatori di disagio sociale. L’indagine rivela l’esistenza di milioni di prostitute clandestine che contribuiscono al sostentamento di milioni di persone, rendendo la prostituzione segreta un pilastro fondamentale dell’economia sommersa, in un contesto di fallimento strutturale causato dal regime algerino nello sviluppo e nel garantire una vita dignitosa ai cittadini.





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