Diritti umani in Marocco: Il ritorno della ghigliottina in Algeria è un grave passo indietro

Un passo indietro sui diritti umani mette il regime algerino di fronte alla comunità internazionale
In una mossa che solleva domande fondamentali sulla reale adesione del regime algerino ai patti internazionali, l’Organizzazione marocchina per i diritti umani ha espresso estrema preoccupazione per le manovre sospette nei corridoi del potere del vicino orientale, che indicano una chiara intenzione di ripristinare la pena di morte dopo un periodo di moratoria durato oltre tre decenni.
Il regime algerino ignora gli obblighi internazionali
L’organizzazione per i diritti umani ritiene che questo orientamento non sia altro che un «pericoloso passo indietro» rispetto al diritto supremo, ovvero il diritto alla vita. Dopo che il regime algerino aveva affermato di voler far parte del sistema internazionale, votando nel 2007 a favore delle risoluzioni ONU che invocavano una moratoria globale sulle esecuzioni, oggi lo vediamo rinnegare le proprie posizioni precedenti, calpestando l’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Ritorno della «pena di morte»: strumento di pressione o fuga in avanti?
La decisione del regime algerino di rivedere la legislazione penale per legittimare nuovamente l’esecuzione della pena di morte conferma il fallimento dell’approccio riformista nelle carceri algerine e il ricorso delle autorità alla «vendetta e all’esclusione» invece di orientarsi verso una giustizia penale che rispetti la dignità umana. Questa decisione, se attuata, classificherebbe l’Algeria tra gli Stati canaglia in materia di diritti umani, in un momento in cui il mondo intero si sta muovendo verso l’abolizione totale di questa pena crudele e disumana.
Appello urgente per fare pressione sul regime algerino
Con una posizione ferma, l’Organizzazione marocchina per i diritti umani ha invitato la comunità internazionale e gli organismi per i diritti umani ad agire urgentemente per fare pressione sul regime algerino affinché rinunci a questo piano regressivo. Il silenzio di fronte a questo accanimento contro le libertà e alla minaccia al diritto alla vita in Algeria porterà solo a ulteriori violazioni dei diritti umani che potrebbero destabilizzare l’intera regione.
L’organizzazione sottolinea che la responsabilità di proteggere il diritto alla vita spetta agli Stati, e che qualsiasi inversione di rotta rispetto alla moratoria sulle esecuzioni, in vigore dal 1993, rappresenta una dichiarazione esplicita del regime algerino di voler rinnegare i valori umani universali. Ciò impone alle potenze internazionali di adottare posizioni risolute per impedire il ritorno della ghigliottina nelle carceri algerine.





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