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Marine Le Pen minaccia le donne col velo in Francia in caso di vittoria alle presidenziali

Nuova escalation politica in Francia in vista del 2027

La leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, ha riaperto il dibattito sul velo e le libertà religiose in Francia, riportando questo tema al centro del dibattito politico in vista delle elezioni presidenziali previste per la primavera del 2027. In un’azione definita come un’escalation, Le Pen ha promesso di ricorrere a un referendum popolare per imporre il divieto totale del velo nei luoghi pubblici se il suo partito, il «Rassemblement National», dovesse vincere le elezioni.

Il piano del «Rassemblement National» per lo spazio pubblico

Secondo quanto annunciato da esponenti vicini al partito, la proposta non si ferma al semplice divieto, ma si estende all’imposizione di multe per le donne che dovessero infrangere questa legge, qualora venisse approvata. Il deputato del partito, Jean-Philippe Tanguy, ha paragonato questa potenziale sanzione a una contravvenzione stradale, sottolineando che il partito è determinato a criminalizzare l’uso del velo come parte di una strategia più ampia per contrastare le cosiddette «ideologie islamiste».

Posizione del partito e dettagli sui referendum proposti

Dal canto suo, Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha cercato di smorzare le accuse secondo cui il partito vorrebbe creare una «polizia del vestiario». Bardella ha spiegato che il suo partito mira a dare l’ultima parola al popolo francese attraverso l’organizzazione di due referendum: il primo relativo al dossier immigrazione e il secondo riguardante il contrasto ai simboli religiosi negli spazi pubblici e nelle istituzioni scolastiche. Bardella ha confermato che l’obiettivo principale è attuare le linee di indirizzo richieste da una vasta parte della loro base elettorale.

Una storia di controversie sul velo in Francia

È importante sottolineare che questa posizione non è nuova per Marine Le Pen, che ha adottato un discorso intransigente sul velo fin dalle sue campagne elettorali del 2012, 2017 e 2022. Con l’avvicinarsi delle elezioni del 2027, il partito sembra aver deciso di alzare la posta in gioco, trasformando questa questione in una delle sue principali carte per conquistare i voti degli elettori francesi di orientamento conservatore o di estrema destra, preannunciando una forte polarizzazione del panorama politico francese nei prossimi mesi.

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