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Arresto dell’autore dello slogan “Yetnahaw Gaa”: Nuova escalation del regime algerino contro i simboli dell’Hirak

Dettagli sulla detenzione provvisoria di Mohamed Bekir Turki

In una nuova escalation che riflette il continuo pugno di ferro del regime militare in Algeria, il giudice istruttore ha ordinato la detenzione provvisoria per il noto attivista Mohamed Bekir Turki, popolarmente conosciuto come l’autore dello slogan “Yetnahaw Gaa” (che se ne vadano tutti). Questo passo conferma ancora una volta la determinazione delle autorità al potere di eliminare ciò che resta delle voci libere e dei simboli del movimento popolare pacifico Hirak, che chiedeva un cambiamento radicale e la costruzione di uno Stato civile.

Lo slogan “Yetnahaw Gaa” che ha scosso le fondamenta del regime algerino

L’attivista Mohamed Bekir Turki è considerato uno dei volti più importanti legati alla memoria collettiva dell’Hirak algerino, dove il suo spontaneo e celebre slogan “Yetnahaw Gaa” si è trasformato in un’icona nazionale e in un grido centrale scandito da milioni di persone durante le marce pacifiche dal febbraio 2019. Questo slogan non è stato solo un insieme di parole passeggere, ma ha formato una tabella di marcia popolare che rifiutava la manipolazione delle richieste del popolo da parte della facciata militare al potere.

Un’onda continua di arresti dei simboli dell’Hirak e bavaglio al dissenso

Osservatori e attivisti per i diritti umani ritengono che la decisione di arrestare Mohamed Bekir Turki faccia parte di una campagna sistematica volta a regolare i conti politici, imbavagliare le bocche e silenziare qualsiasi voce dissidente all’interno del paese. Questa misura coincide con l’aumento del ritmo degli arresti dei simboli dell’Hirak e la persecuzione di attivisti politici, difensori dei diritti umani e giornalisti, mettendo l’Algeria di fronte a dure critiche internazionali relative al terribile arretramento in materia di diritti umani e libertà di espressione e di riunione pacifica.

Reazioni di rabbia e solidarietà diffusa con il detenuto

Immediatamente dopo la diffusione della notizia del suo incarceramento, i social media sono esplosi in un’ondata massiccia di solidarietà con l’attivista Mohamed Bekir Turki. Centinaia di blogger e difensori dei diritti umani hanno espresso la loro ferma condanna per questa decisione, ritenendo che incarcerare il corpo dell’autore dello slogan non cancellerà l’idea adottata da milioni di algerini. Proseguono gli appelli delle organizzazioni indipendenti per i diritti umani per il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri di coscienza e per la cessazione della politica di intimidazione securitaria che il regime impiega per coprire le profonde crisi sociali e politiche che vive il paese.

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