La psicologia delle code e la memoria corta: Come il successo dei vicini diventa un narcotico per popoli alla deriva?

Introduzione: Il fenomeno della «memoria da pesce» e l’illusione della percezione
I biologi sono ingiusti verso il piccolo pesce quando lo accusano di scarsa memoria, dimenticando che alcuni esseri umani lo superano di gran lunga in questo campo. In uno scenario surreale, l’individuo oppresso in alcuni paesi soffre di una memoria da pesce esemplare, che si cancella alla minima svolta, facendo evaporare i ricordi di umiliazione, fame, povertà e le code per il latte e l’olio, che si allungano come serpenti senza fine.
Questo individuo torna ripetutamente ad abboccare all’amo che gli ha ferito la bocca il giorno prima, camminando con le proprie gambe verso le reti in cui è già stato intrappolato. La ragione è che l’amarezza che ha ingoiato non lascia traccia nella sua mente, fintanto che un nuovo «narcotico» lo attende all’orizzonte per intorpidire la sua coscienza e oscurare la sua amara realtà.
«Marocco»: Il narcotico magico per distrarre i popoli oppressi
Questo strano narcotico non nasce da una passione per il progresso, ma da un’ossessione unica per i successi del Marocco e i suoi colossali progetti. La coscienza del cittadino comune è stata deviata, per volere di altri, dai suoi rubinetti asciutti, dalle interruzioni di corrente e dalle ricchezze del paese saccheggiate da una banda di generali, verso il monitoraggio ossessivo dei mercati e delle esportazioni marocchine.
La cosa affascinante di questa psicologia ironica è che la felicità del cittadino indigente non si misura più con il suo benessere, ma con la sofferenza degli altri. Se i vicini hanno fame, noi ci sentiamo sazi; se loro prosperano, soffriamo di insonnia piangendo sulle rovine del passato e sui «complotti», dimenticando che i nostri stomaci sono pieni solo di vuote promesse.
Dietro le quinte di El Mouradia: Ingegneria dell’illusione e esportazione delle crisi
Sullo sfondo di questa scena assurda, i generali militari tirano i fili negli angoli bui del palazzo di El Mouradia. Questi generali, seduti su montagne di ricchezza, sanno perfettamente come gestire questa memoria corta e lanciare l’esca giusta per distrarre la vittima.
Invece di interrogarsi sulla sorte delle entrate del petrolio e del gas, il cittadino si lascia trascinare dietro gli schermi per analizzare i progetti dei vicini, consolandosi con il mito del «complotto esterno». Così continua la spirale nera: i beneficiari restano nelle loro torri d’avorio, mentre il cittadino oppresso muore nella fila delle illusioni, portando la ferita dell’amo senza mai imparare la lezione.





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