Il caso dei marocchini espulsi dall’Algeria nel 1975 arriva ufficialmente ai tribunali internazionali

Battaglia legale decisiva per rendere giustizia alle vittime della “Marcia Nera”
In una mossa che riflette la determinazione a non lasciare nell’oblio il passato, il Collettivo Internazionale di Supporto alle Famiglie di Origine Marocchina Espulse dall’Algeria nel 1975 ha annunciato la decisione strategica di ricorrere alla giustizia internazionale. Questa azione mira a perseguire i responsabili algerini per una delle violazioni più atroci commesse contro migliaia di famiglie marocchine, caratterizzata da arbitrio e disumanità.
I diritti saccheggiati sul tavolo della giustizia internazionale
Il comitato esecutivo del Collettivo ha confermato che la decisione nasce da profonde riflessioni per sviluppare la difesa legale non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, dove le competenze permettono di perseguire i responsabili di crimini contro l’umanità. L’obiettivo è chiaro: costringere i colpevoli ad assumersi la responsabilità storica e legale per lo sfollamento forzato di migliaia di marocchini nel dicembre 1975.
Fatti storici: La “Marcia Nera”
La tragedia risale a quello che le autorità algerine dell’era Boumédiène chiamarono la “Marcia Nera”, in cui circa 30.000 marocchini furono espulsi brutalmente. Rapporti internazionali documentarono all’epoca la separazione delle famiglie, il saccheggio dei beni e lo sfollamento forzato in condizioni inumane.
Strategia di patrocinio internazionale
Il Collettivo sottolinea che questo percorso è il culmine di sforzi prolungati, inclusa la corrispondenza con il Relatore Speciale dell’ONU sui diritti umani dei migranti, per prevenire la prescrizione di questo dossier scottante.
50° anniversario: Un punto di svolta
L’iniziativa coincide con la preparazione di un documentario esaustivo previsto per l’8 dicembre, inviando un messaggio forte: i diritti degli espulsi non sono una merce di scambio politica, ma un diritto umano fondamentale.





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